Superbonus 110% ancora più accessibile con le nuove regole

Superbonus 110% ancora più accessibile con le nuove regole

Approvato il decreto del governo Draghi che snellisce le procedure, introducendo il modello unico e rimuovendo alcuni vincoli

Il decreto semplificazioni è stato approvato in via definitiva dal Senato, rendendo quindi operative tutte le semplificazioni anticipate nelle scorse settimane in merito a procedure e nuove scadenze per il Superbonus 110%.

 

Le Principali Novità: Cila, nuove regole sulle varianti e su decadenza del beneficio

Uno dei principali ostacoli del Super Ecobonus 110% è sempre stata la parte burocratica propedeutica all’avvio dei lavori. La richiesta di avvio dei lavori, infatti, doveva essere corredata da una serie di documenti e certificazioni che attestassero la conformità catastale e urbanistica dell’immobile, oltre al titolo edilizio. In molti casi, purtroppo, per produrre tale documentazione era necessario accedere agli archivi comunali, che sono stati letteralmente intasati di richieste e i tempi di risposta si sono allungati a dismisura, peggiorati anche dalla situazione pandemica e dalle restrizioni imposte dalla lotta al Covid-19.

Per questo motivo, anche in vista dell’approssimarsi delle scadenze previste per la conclusione dei lavori, il governo ha deciso di introdurre, attraverso il Pnrr, alcune semplificazioni specifiche per il Superbonus 110%.

 

Modulo unico per la ‘Cila’

La Cila altro non è che la Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata (in passato conosciuta anche come DIA). Secondo le nuove regole, quindi, per partire con i lavori del Superbonus, sarà sufficiente la compilazione di un unico modulo, unificato per tutte le città di Italia, per la redazione della Cila ai fini della riqualificazione energetica con Superbonus. Non sarà più quindi necessario presentare la documentazione di regolarità urbanistica dell’immobile e delle singole unità immobiliari, che era uno dei principali ostacoli della vecchia procedura.

Non sarà richiesta la presentazione di prospetti e le opere potranno essere descritte sinteticamente dal tecnico.

Il modulo, ancora in fase di approvazione da parte del Dipartimento della funzione pubblica, renderà uniche e uguali per tutti i comuni le procedure di richiesta, superando tutte le complessità territoriali finora presenti. Questo faciliterà il lavoro dei tecnici e velocizzerà notevolmente le procedure.

 

Varianti in corso d’opera: non dovranno più essere comunicate in anticipo

Altra grande rivoluzione nella procedura di gestione dei lavori. Le varianti in corso d’opera non necessitano di comunicazione e approvazione preventiva. Potranno essere comunicate alla fine dei lavori.

Niente più interruzioni dei lavori legate a modifiche sopraggiunte in corso d’opera. Un cambiamento epocale che rimuove anche gli ultimi ostacoli alla rapida chiusura dei cantieri.

 

Deroga su norme per Cappotti Termici e Pannelli Fotovoltaici

Ulteriore facilitazione riguarda la deroga introdotta sui vincoli paesaggistici nei centri storici per l’installazione dei pannelli solari fotovoltaici (che, quindi, ora potranno essere tranquillamente installati, a patto di non avere una superficie riflettente) e la deroga sulle norme riguardanti le distanze tra gli edifici per l’applicazione dell’isolamento termico a cappotto dell’involucro. Queste due variazioni sono sicuramente mirate a incentivare le riqualificazioni energetiche nei centri storici e nelle zone centrali delle città.

Decadenza del beneficio: cosa cambia?

Non essendoci più alcuni vincoli sulla richiesta di inizio lavori, il beneficio fiscale può decadere se:

  • non viene presentata regolare Cila prima di iniziare i lavori
  • la Cila contiene attestazioni false o errate
  • si effettuano lavori in difformità a quanto dichiarato nella Cila
  • i lavori vengono conclusi oltre le scadenze previste

E’ quindi chiaro, vista la semplificazione sulla Cila, che sarà anche più difficile contestare eventuali difformità a posteriori.

Va anche sottolineato che, se in fase di verifica post lavori venissero riscontrate gravi irregolarità urbanistiche su alcune unità immobiliari (abusi o difformità urbanistiche) potrebbe decadere il beneficio sui lavori trainati, mentre resterebbe valido per i lavori trainanti.

Se vengono riscontrate irregolarità su uno dei lavori incentivati e non su altri, decade il beneficio solo su quell’intervento e non su tutti i lavori. Anche questo era uno dei timori principali che hanno scoraggiato molti cittadini dall’eseguire i lavori con il 110%

 

Le nuove Scadenze del Superbonus 110%

Le scadenze per concludere i lavori di riqualificazione energetica con il Superbonus, come già anticipato, sono le seguenti:

 

Proprietari / Tipologia Abitazione

Nuova Scadenza Superbonus 110%

Unifamiliari (case indipendenti)

30/06/2022

Persone fisiche (da 2 a 4 unità immobiliari)

31/12/2022 (lavori al 60% entro il 30/06/2022)

Condomini

31/12/2022

Case Popolari IACP

30/06/2023

Cooperative, ONLUS, Associazioni e SSD

30/06/2022

 

Le Procedure semplificate saranno abbastanza veloci e sicure?

Le misure previste dal governo Draghi allargano le maglie per l’accesso alla misura del 110%, ma non sono garanzia di successo. Bisogna infatti considerare che, anche se le procedure sono state alleggerite molto, le scadenze sono state prorogate di pochi mesi.

Avventurarsi nella cantierizzazione di lavori, spesso non necessari, al solo fine di “ottenere tutto gratis” potrebbe rivelarsi controproducente. Per questo motivo, il nostro consiglio è quello di considerare il Superbonus 110% solo se si è certi di riuscire a rispettare le tempistiche e, soprattutto, se si è davvero certi di non avere alcuna irregolarità che possa pregiudicare il riconoscimento dell’incentivo.

Senza queste due certezze sarebbe meglio cambiare strategia. Non bisogna infatti desistere, ma bisogna affrontare diversamente l’approccio alla riqualificazione energetica della propria abitazione.

Gli interventi di riqualificazione, infatti, sono garanzia di risparmio sulle bollette per tanti anni, quindi sono da considerarsi, a tutti gli effetti, un investimento per le finanze familiari.

Non tutti gli interventi di riqualificazione energetica, però, sono necessari (alcuni, inoltre, come il cappotto termico o la sostituzione di infissi, sono anche molto invasivi e potrebbero necessitare un temporaneo allontanamento dall’abitazione, per il tempo necessario alla conclusione del cantiere), ma tutti sono in qualche modo incentivabili, magari con aliquote differenti.

Se analizziamo, infatti, alcuni possibili interventi, scopriamo che la sostituzione dell’impianto di riscaldamento con una Pompa di Calore elettrica è incentivabile sia con Ecobonus al 65%, sia con il Conto Termico, sempre al 65%, che prevede un rimborso diretto della spesa sostenuta. La pompa di calore riduce notevolmente i costi familiari se abbinata anche ad un impianto fotovoltaico, magari dotato di accumulo, che può essere incentivato con il 50%.

Questi interventi non richiedono particolare burocrazia o verifiche tecniche sui lavori effettuati, per cui possono essere realizzati in poco tempo senza grossi problemi e, soprattutto, possono essere effettuati con la formula dello sconto diretto in fattura da parte dell’installatore.

 

Quindi, cosa conviene fare?

Prima di procedere alla scelta degli interventi da effettuare e delle persone a cui rivolgersi, potresti fare una chiamata ai nostri esperti allo 06 90202514. I nostri tecnici ti aiuteranno a capire effettivamente ciò di cui hai realmente bisogno e ti guideranno verso la soluzione che meglio si adatta alle tue esigenze di efficientamento energetico e di budget.

Se invece vuoi capire quanto conviene investire nell’efficientamento della casa, puoi usare i nostri simulatori online per calcolare il risparmio che puoi ottenere sulle bollette di luce e gas.