Direttiva UE “Case Green”: quali interventi aumentano la Classe Energetica?

Direttiva UE “Case Green”: quali interventi aumentano la Classe Energetica?

Obbligo o Occasione? Facciamo chiarezza sulla questione

In tanti ci chiedete se il Fotovoltaico può aumentare la Classe Energetica dell’immobile. Scopriamo quali investimenti effettuare per aumentare l’Efficienza (e il valore) della propria casa, in modo da garantirsi il rispetto delle normative e, soprattutto, cercare di fare le spese giuste per ottenere il massimo risparmio sulle bollette.

Il tema dei consumi energetici della casa, già da anni al centro dell’attività legislativa del parlamento europeo, è diventato sempre più centrale con le incredibili oscillazioni fatte registrare nel corso del 2022 sui mercati energetici internazionali. L’Europa si è trovata impreparata e si è scoperta incredibilmente dipendente dalle forniture energetiche di paesi esteri, esponendo come mai in passato la sua economia agli equilibri geopolitici internazionali. In media, gli edifici residenziali arrivano a coprire il 40% del consumo energetico e il 36% circa delle emissioni di gas nocivi.

Il contenimento dei consumi energetici e la ricerca di nuove fonti e strategie di produzione di energia, dunque, diventa un tema centrale, non più solo per gli obiettivi di lotta ai cambiamenti climatici, ma anche e soprattutto per tutelare i cittadini da fenomeni di povertà energetica e di povertà assoluta, causata dall’eccessivo peso dei costi energetici, che gravano sulle famiglie sia direttamente, con bollette elevatissime, sia indirettamente, con il generale aumento dei prezzi dei beni di largo consumo (inflazione).

 

Cosa prevede la nuova proposta di Direttiva Europea

Secondo quanto si è appreso dagli organi di stampa, la bozza di direttiva (ancora in discussione al parlamento europeo) prevede che a partire dal 1° gennaio 2030 tutti gli immobili adibiti ad uso residenziale in tutti gli stati dell’Unione Europea  debbano essere almeno in classe E, mentre a partire dal 1° gennaio 2033 devono essere tutti in classe D, per giungere al 2050 all’obiettivo delle zero emissioni (NZEB) entro il 2050.

Tra le sanzioni allo studio, per chi non si adegua, anche il divieto di affitto o vendita dell’immobile stesso, oltre alla possibilità, per i singoli Stati membri, di definire sanzioni pecuniarie e/o sconti sulle tasse della casa sulla base della classificazione energetica.

Dove sta il problema? Semplicemente sta nel fatto che in Italia circa il 60% del patrimonio edilizio residenziale si trova in classe F o G, per cui, entro il 2033, 2 abitazioni su 3 dovranno subire interventi di riqualificazione energetica entro 10 anni.

Sottolineiamo, comunque, che la normativa prevede varie tipologie di esenzioni. Non dovranno necessariamente subire interventi di riqualificazione energetica gli edifici dei centri storici, quelli vincolati dai Beni Culturali, le seconde case e i fabbricati indipendenti con una superficie fino a 50 metri quadrati.

 

La Classe Energetica: di cosa si tratta?

Da diversi anni ormai è entrata nel gergo comune la definizione di Classe Energetica, che è un valore, che va da A4  (la migliore) a G (la peggiore), attributo ad una unità abitativa mediante il cosiddetto Attestato di Prestazione Energetica, in gergo APE. Questo certificato, in breve, assegna un indice di riferimento, la Classe Energetica appunto, sulla base dei consumi energetici necessari a climatizzare (riscaldare e raffrescare) un singolo metro quadrato dell’abitazione, espressi mediante il cosiddetto indice di efficienza energetica Ep (EPgl, Global Performance Efficiency) espresso in kWh/m2.

La classificazione energetica della casa, tuttavia, non tiene conto di elementi quali l’illuminazione o gli elettrodomestici presenti in ogni casa, ma valuta solo i consumi destinati al fine del riscaldamento e raffrescamento. Per questo motivo, ogni intervento di efficientamento è mirato a ridurre le dispersioni e ad adottare impianti che riducano i consumi energetici.

 

Efficientare = Ridurre le Bollette = Aumentare il valore della casa

La riduzione dei consumi energetici mediante investimenti in efficienza energetica offrono numerosi vantaggi non solo alla collettività, come abbiamo visto in precedenza, ma soprattutto al proprietario di casa, che si ritrova ad avere bollette più leggere, sia per la luce sia per il gas metano. Inoltre, una casa che consuma meno, oltre ad evitare le possibili sanzioni che saranno previste per legge, sarà più appetibile agli occhi degli acquirenti, acquisendo ulteriore valore economico.

Ogni euro investito in efficientamento energetico, quindi, garantisce:

  • bollette più basse, dunque maggiore tranquillità economica
  • aumento del valore economico dell’immobile
  • riduzione della propria Carbon Footprint

 

Quali interventi conviene fare? Costi e benefici

Arriviamo dunque al punto saliente della questione. Quali interventi consentono di migliorare la classe di efficienza energetica? In cosa conviene investire per migliorare le prestazioni energetiche della propria abitazione?

Abbiamo posto queste domande ai certificatori energetici di Apefacile.it, portale leader in Italia nell’elaborazione di attestazioni di prestazione energetica, in modo da avere delle informazioni più puntuali e veritiere, andando oltre i luoghi comuni e fornendo riscontri oggettivi.

Come ci confermano gli esperti certificatori, il Certificato di Prestazione Energetica APE contiene già, sulla seconda pagina, un elenco di interventi migliorativi suggeriti, che consentono un innalzamento della classe energetica. Laddove si volesse la certezza assoluta, sempre un certificatore energetico può redigere, partendo dalla Certificazione APE esistente, una cosiddetta “APE Simulata”, in cui elabora una proiezione esatta della classe energetica di destinazione, sulla base di una serie di interventi selezionati simulati, tarati sulle caratteristiche della casa.

Dettaglio Certificato APE: la Classe Energetica

Dettaglio Certificato APE: la Classe Energetica

Dettaglio Certificato APE: gli Interventi Raccomandati

Dettaglio Certificato APE: gli Interventi Raccomandati

 

Fatta questa premessa, andiamo ad analizzare un po’ quali sono gli interventi raccomandati e, soprattutto, a fornire i nostri suggerimenti sulle migliori scelte di investimento.

Per introdurre rapidamente l’argomento, possiamo anche dire che, in breve, gli interventi consigliati per migliorare la Classe energetica e rispettare le nuove normative sono gli stessi interventi incentivati dal Superbonus, tra lavori trainati e trainanti. Andiamo a vedere nel dettaglio l’impatto dei singoli interventi.

 

Isolamento dell’involucro (cappotto termico e infissi)

Uno dei principi cardine dell’efficientamento energetico è la riduzione degli sprechi. Un’abitazione piena di spifferi, piena di ponti termici o addirittura con pareti esterne sottili come la carta o tetto privo di coibentazione è sicuramente un’abitazione che spreca energia. In inverno il calore prodotto si disperde rapidamente all’esterno. In estate la casa si surriscalda molto, richiedendo molta energia per raffrescarla.

L’intervento principale per raggiungere classi di efficienza molto elevate è quindi l’isolamento termico dell’involucro, conosciuto anche come cappotto termico, che fa sempre il paio con la sostituzione degli infissi, altro elemento chiave nella lotta alle dispersioni.

In base a quanto riportato dai tecnici certificatori, l’impatto dell’isolamento termico è estremamente variabile e dipende dai materiali utilizzati e dalle superfici sottoposte ad isolamento. Ma in generale, un investimento di questo tipo può portare ad una riduzione immediata dei consumi che va da un minimo del 20% ad un massimo addirittura dell’80%.

Di contro, noi sottolineiamo che si tratta di lavori molto invasivi, che richiedono spesso il ricorso ad impalcature e cantieri duraturi, oltre alla necessità, quando si sostituiscono gli infissi, anche di dover lasciare l’abitazione a disposizione degli operai. Spesso poi si rendono anche necessari ulteriori interventi di rifinitura all’interno.

I costi di isolamento dell’involucro e sostituzione degli infissi sono davvero molto variabili ed è difficile fornire un range di prezzo realistico. In ogni caso, possiamo affermare con certezza che per un’ abitazione in condominio non si spendono mai meno di 20.000 euro, mentre per una casa indipendente o villetta di piccole dimensioni ci vogliono almeno 50.000 euro.

Oltre al costo importante dell’operazione si aggiungono i diversi disagi di cui abbiamo accennato, che spesso vengono sottaciuti dalle ditte ma che sono reali e vanno sempre tenuti in considerazione.

 

Sostituzione dell’Impianto di riscaldamento

Tutte le famiglie che hanno una caldaia a gas sanno quanto possano essere pesanti le bollette per il riscaldamento, soprattutto in questo ultimo anno caratterizzato da prezzi del gas metano davvero fuori controllo.

Per questo motivo, l’impianto di riscaldamento è un elemento chiave nel definire i consumi energetici di una casa e può facilmente influire, sia positivamente che negativamente, sulla classificazione energetica dell’immobile.

Per chi decide di restare con un impianto di riscaldamento a gas, l’unica alternativa è quella di passare ad una caldaia a gas a condensazione. Questo consente certamente un notevole abbattimento dei consumi di gas metano fino al 30%, ma non garantisce un elevato aumento della classe energetica. Sicuramente, per massimizzare i benefici derivanti dalla sostituzione della caldaia con una a condensazione, è conveniente abbinare le termovalvole sui termosifoni o sistemi di termoregolazione avanzati.

Il costo di una caldaia a condensazione è accessibile a tutti e si aggira, incluse le spese di installazione, da un minimo di 1.500 euro ad un massimo di 3.500 euro, esclusi accessori (defangatore, dosatore di polifosfati) ed eventuali lavori accessori (scarico della condensa, adeguamento canna fumaria, pulizia circuito radiante).

Per chi, invece, decide di passare ad un riscaldamento elettrico con termopompa di calore, i benefici in termini di miglioramento della classe energetica sono quasi sempre importanti, soprattutto se si può ricorrere all’installazione di pompe di calore geotermiche.

In ogni caso, la pompa di calore, correttamente dimensionata, può lavorare bene anche con gli impianti radianti esistenti e, a parte l’impatto positivo sulla classificazione energetica, consente notevoli risparmi in bolletta, soprattutto se abbinata a un impianto fotovoltaico, come vedremo più avanti.

Il costo per una pompa di calore aria – acqua dipende dalla potenza, dalla marca e da specifiche esigenze di installazione, ma possiamo genericamente dire che parte da un minimo di 8.000 euro, a salire in caso di pompe geotermiche.

 

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In generale, indipendentemente dal generatore di calore, anche l’impianto radiante è molto importante e impianti con ampia superficie, come i pavimenti radianti o le pareti radianti, consentono un innalzamento della classe energetica e del comfort abitativo. Di contro, ovviamente, c’è uno sforzo notevole di installazione, che rende questo tipo di intervento possibile quasi sempre nei casi di nuove costruzioni o di ristrutturazioni radicali. In tutti gli altri casi, conviene agire solo sull’impianto di generazione del calore.

 

Installazione di un Impianto fotovoltaico (e di una batteria)

Il tema è alquanto delicato e, probabilmente, su questo punto c’è molta disinformazione. Proviamo quindi a fare chiarezza una volta per tutte. Il fotovoltaico, da solo, non aumenta la classe di efficienza dell’immobile e ha un effetto marginale sull’indice di efficienza energetica, in quanto l’autoconsumo di energia elettrica ai fini del riscaldamento è marginale.

Se, invece, il fotovoltaico viene abbinato ad un impianto di riscaldamento elettrico, quindi pompa di calore (o anche condizionatori, a patto che non ci sia un altro generatore di calore), l’impatto del fotovoltaico comincia a diventare notevole, in quanto l’energia autoprodotta viene assolutamente conteggiata come riduzione del fabbisogno energetico dell’abitazione.

Va da sé che, se si aggiunge anche una batteria di accumulo in una casa riscaldata con la pompa di calore, l’autoconsumo aumenta ulteriormente, migliorando la classe energetica dell’immobile.

I costi di questo tipo di intervento variano in base alla potenza da installare, alla potenza dell’eventuale accumulo e alle specifiche esigenze di installazione, ma in generale possono aggirarsi tra un minimo di 5.000 euro ad un massimo di 30.000 euro, che si possono dimezzare ricorrendo agli incentivi statali.

 

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Riassumendo: cosa conviene fare?

Per rispettare le nuove norme, ma soprattutto per risparmiare tanti soldi sulle bollette, il nostro consiglio è il seguente:

  • in caso di ristrutturazioni complete dell’immobile, conviene puntare su isolamento dell’involucro, sostituzione dell’impianto radiante, sostituzione del generatore di calore e, se possibile, installazione dei pannelli solari fotovoltaici. In questo caso, laddove possibile, si può pensare di ricorrere alla misura del Superbonus
  • nel caso in cui si vive in casa, magari in condominio, e non si ha possibilità di effettuare ristrutturazioni invasive, conviene concentrarsi su due elementi: sostituzione dell’impianto di riscaldamento, passando ad un generatore elettrico a pompa di calore, e installazione dei pannelli solari fotovoltaici sul tetto, ricorrendo agli incentivi del Conto Termico o Ecobonus e Bonus Ristrutturazioni

 

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