Accise e Imposte sul Gas Metano: Quanto ci Costano?

Accise e Imposte sul Gas Metano: Quanto ci Costano?

 

Sappiamo esattamente a quanto ammonta il costo di un metro cubo di gas metano?

Cosa si nasconde dietro la cifra totale visibile in bolletta?

Sono diversi gli aspetti da tenere in considerazione quando si parla di fornitura di gas metano, primo tra tutti il fatto che si prendano in esame le offerte proposte dal servizio di tutela o dal mercato libero. Gli altri vanno ovviamente a trattare temi come consumo annuo e zona di residenza del fruitore, in ogni caso si può dire che si rimane più o meno all’interno del range 0,70 – 1,20 per le forniture domestiche che non superino i 3000 Smc (Standard Metro Cubo).
In particolare il prezzo del gas metano fornito dal servizio di tutela può oscillare in base ad interventi trimestrali interni dell’AEEGSI (Autorità per l’Energia Elettrica il Gas ed il Sistema Idrico), mentre per il mercato libero sono le variegate dinamiche della concorrenza a farla da padrone, con differenze di prezzo che tengono conto anche di alcuni vantaggi inclusi nei pacchetti proposti.
I prezzi in ogni caso comprendono le quote provenienti da ogni componente tariffaria, dall’Iva e dalle accise.

Conosciamo meglio ogni tipologia di imposta.

Così come succede per le altre fonti energetiche, anche la vendita del gas è soggetta a tassazione, la quale comprende ben 3 tipologie differenti di contributo: accisa (o imposta indiretta sul consumo), IVA e addizionale regionale.

Accisa.
Nel primo caso, ossia quello dell’accisa sul gas, parliamo di un’imposta calcolata sul consumo totale, che prescinde dal tipo di fornitore o di contratto. Questa tassa inoltre tiene conto della destinazione d’uso di tale fornitura, ossia se di tipo industriale o civile. Nel caso dell’impiego “civile” la quota relativa all’accisa si differenzia a seconda che si appartenga alla macro zona del “Centro Nord” o a quella del “Sud” (ex Cassa del Mezzogiorno). In merito al consumo si riconoscono invece 4 scaglioni che vanno rispettivamente dagli 0 ai 120 Smc, dai 121 ai 480 Smc, dai 481 ai 1560 Smc ed infine tutte le quantità che superano i 1560 Smc.
Per ciò che riguarda invece l’accisa dovuta dalle industrie si tiene conto di un valore in Smc consumati/anno pari a 1.200.000, oltre il quale si ha diritto ad una riduzione dell’aliquota. In automatico per tutti coloro che stanno invece al di sotto dei 1.200.000 Smc è prevista una componente tassativa identica.

IVA.
L’IVA (o Imposta su Valore Aggiunto) tiene conto del costo complessivo relativo alla fornitura di gas, quindi prende in considerazione anche le altre voci relative alle imposte. C’è da fare una distinzione tra utenze domestiche ed utenze per chi gode di partita IVA.

Nel primo caso (uso domestico) si ha:

  • IVA al 10% fino a 480 Smc
  • IVA al 22% per quote fisse e consumi superiori a 480 Smc

Nel secondo caso (possessori di partita IVA) abbiamo:

  • tassazione al 22% considerando sia l’effettivo della spesa per il gas utilizzato che per eventuali oneri aggiuntivi e per la quota di distribuzione e gestione contatore.

In entrambi i casi salta agli occhi come questa imposta vada ad essere calcolata sulle imposte già presenti, una sorta di doppia tassazione, aspetto fortemente contraddittorio ma a tutti gli effetti legale.

Addizionali Regionali.
La componente “Addizionale Regionale” si presenta altamente variabile da regione a regione e tiene conto del consumo annuo in Smc. La condizione di statuto speciale determina esenzione totale, alcune regioni invece l’hanno abolita, altre ancora (ad esempio l’Abruzzo) vanno a considerare come discriminante per il calcolo finale aspetti come la tipologia di clima che interessa un determinato territorio.

Accisa: Come mai un trattamento differente tra Nord e Sud?

Si tratta essenzialmente di un ritardo nel ri-equilibrare una situazione nata con l’intenzione di spingere anche il Mezzogiorno – attualmente con aliquote accise inferiori rispetto al Centro Nord – verso un utilizzo massivo della componente gas metano ai fini energetici. Tale obiettivo risulta oramai raggiunto, tuttavia la normalizzazione delle aliquote verso un unico valore per tutto il Paese tarda ad arrivare.

In ultima analisi: quanto paghiamo di tasse in bolletta?

Tenendo conto delle ovvie divergenze date da tipologie di pacchetti, territori interessati e consumi diversificati, possiamo dire che le imposte relative al servizio gas gravano sul costo totale in bolletta per un buon 30-35%. Ecco perché quando si è in procinto di scegliere una fornitura di gas metano è bene in prima battuta avvalersi ad esempio dell’ausilio di comparatori online, capaci di garantire un’idea generale sulla situazione attuale di mercato.

 

Tuttavia successivamente è sempre opportuno affidarsi a professionisti del settore che sappiano scovare facilmente l’offerta Gas Metano più vantaggiosa in base alle esigenze del singolo cliente, padroneggiando in modo approfondito aspetto normativo e novità in tema di pacchetti convenienti.
Ad esempio parliamo di: offerte a prezzo bloccato, che prevedono un costo standard non influenzabile dalle oscillazioni del mercato e valido per un tot di anni; possibilità di gestire tutto direttamente dal Web con un’assistenza dedicata.

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