Qual è il miglior periodo per cambiare il condizionatore e la caldaia?

Qual è il miglior periodo per cambiare il condizionatore e la caldaia?

Condizionatore e Caldaia: quando conviene sostituirli?

Quando si decide di fare lavori in casa è sempre meglio programmarli per non avere dei disservizi. Negli ultimi anni si sono succeduti sempre estati molto calde e inverni molto freddi, per cui è diventato di vitale importanza dotarsi di un condizionatore per rinfrescare gli ambienti in estate e di una buona caldaia per riscaldarsi in inverno, oltre che per avere l’acqua calda. Molto spesso però rimandiamo i lavori da effettuare in casa e ci troviamo spiazzati dagli eventi atmosferici.

Se in estate, pur soffrendo, possiamo sopportare l’afa e il caldo, in inverno è difficile rimanere in casa al freddo e senza acqua calda sanitaria. Per questo motivo è opportuno pianificare la sostituzione della vecchia caldaia in primavera/estate, in modo da essere pronti per l’inverno in tutta tranquillità.

Tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera è anche opportuno scegliere il condizionatore, così da evitare il maggior flusso di lavoro che hanno in estate gli installatori. Ridursi all’ultimo minuto, infatti, può voler dire dover pagare di più per avere un servizio meno accurato e, magari, accontentarsi dei modelli di climatizzatori rimasti in magazzino, senza avere possibilità di scelta.

La scelta della caldaia a gas e del condizionatore è importante perché da qui si decide il peso delle bollette: impianti efficienti consumeranno di meno, consentendo un risparmio in bolletta; viceversa, impianti poco efficienti possono causare un aumento dei consumi e grossi sprechi sulle fatture di luce e gas.

Effettuare una scelta in linea con le proprie esigenze non è una cosa banale. L’importante è, quindi, imparare a conoscere le proprie esigenze di consumo, magari analizzando anche i propri consumi presenti in bolletta, e in fase di acquisto non optare solo per il risparmio immediato. Se si compra un impianto di basso costo, ma non ha una scarsa efficienza energetica , il risparmio che si ha in un primo momento verrà presto sostituito dai costi elevati delle bollette. Vediamo di seguito quali sono i modelli più validi per sostituire la caldaia e il condizionatore.

Sostituzione Caldaia: perché conviene la Condensazione

Per coloro che hanno un impianto di riscaldamento a metano, e non vogliono passare al riscaldamento elettrico con pompa di calore, la caldaia a condensazione a gas è la scelta migliore per abbassare i consumi di gas fino al -35%. La caldaia a condensazione è una caldaia ad alto rendimento che garantisce una maggiore efficienza rispetto alle caldaie tradizionali, grazie al recupero dell calore latente dei fumi che viene recuperato per preriscaldare l’acqua in ingresso nel circuito di riscaldamento.

La caldaia a condensazione, per il suo principio di funzionamento, ha caratteristiche che la rendono la scelta ideale per chi ha consumi costanti e medio-elevati. Più sono alti i consumi, maggiori saranno i risparmi. Per chi abita in zone climatiche molto fredde o ha installato impianti radianti con temperature di mandata molto basse (pavimenti e pareti radianti), il risparmio sui consumi di gas raggiunge tranquillamente il -35%.

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Condizionatore a parete: come scegliere quello giusto?

Condizionatore Come per la caldaia, anche per il condizionatore l’acquisto va effettuato con molta attenzione. A incidere sulla scelta del modello di climatizzatore migliore per le proprie esigenze intervengono molti fattori, che cercheremo di riassumere con le seguenti domande.

Quante stanze deve rinfrescare e/o riscaldare il condizionatore? In una giornata, mediamente quante volte lo usiamo? Che tipo di isolamento termico e acustico ha la casa? Quanto spazio c’è per l’installazione degli split e del motore esterno? Quanti altri elettrodomestici energivori solitamente vengono usati in contemporanea al condizionatore?

Premesso che la scelta di un prodotto Top di gamma è quasi sempre la scelta migliore (anche in virtù della presenza degli incentivi fiscali statali, che consentono di abbattere notevolmente i costi di acquisto e installazione), le domande appena fatte ci aiutano a comprendere che la potenza va scelta in base alle dimensioni degli ambienti e all’efficienza termica dell’immobile, tenendo sempre presente che se si vogliono utilizzare in contemporanea più climatizzatori o altri elettrodomestici, allora bisogna sicuramente orientarsi verso potenze più basse e, soprattutto, verso impianti dotati di tecnologia inverter, in grado di ridurre la potenza del motore quando non è necessario operare al massimo.

Anche il luogo di installazione può orientare la scelta. Prodotti di fascia più alta sono solitamente realizzati con materiali migliori, che durano di più nel tempo e che sono in grado di garantire bassi livelli di rumorosità. Questi fattori sono fondamentali se si vuole un impianto che duri nel tempo e che, allo stesso tempo, offra comfort acustico per sè stessi e, magari, anche per i propri vicini (se si vive in condominio).

Infine, il fattore più importante per l’incidenza sui consumi di energia è la classe di efficienza energetica. Più la classe energetica è alta, minore sarà la spesa per la luce. Se invece si vuole un risparmio immediato, acquistando magari un prodotto con una classe energetica bassa, si avranno quasi certamente consumi alti, con bollette dell’elettricità salate anche nei mesi estivi.

Come si calcola la potenza di un condizionatore?

La scelta del condizionatore deve essere fatta partendo dalla potenza. La potenza di un condizionatore è espressa in kW o in BTU/h (British Termal Unit). La grandezza della casa ci indica la potenza da utilizzare per rinfrescare o riscaldare gli ambienti. Per calcolare, in maniera rapida e approssimativa, la potenza di un condizionatore, è sufficiente fare una semplice operazione matematica: si deve moltiplicare la superficie della stanza in metri quadrati per 340 (BTU/h). Il totale, con una buona approssimazione, sarà la potenza in BTU necessaria a raffrescare la stanza. In media serve una potenza di circa 340 BTU/h per rinfrescare un mq di superficie all’interno di una stanza con un’altezza comune pari a 2,7 metri.

Per un calcolo più preciso della potenza necessaria, puoi leggere il nostro approfondimento sul Dimensionamento di un Climatizzatore, oppure puoi utilizzare il nostro configuratore gratuito.

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Ecobonus e Incentivi fiscali per l’acquisto o la sostituzione di Caldaia e Condizionatore

L’Ecobonus è una delle agevolazioni più sfruttate in Italia per chi effettua lavori di efficientamento energetico in casa, sostituendo i vecchi impianti con nuovi modelli ad elevata efficienza. Per chi vuole fare degli interventi per avere un risparmio energetico in casa, una parte del costo dei lavori può essere portata in detrazione sul lordo Irpef o Ires.

L’Ecobonus prevede due aliquote di detrazione, per premiare maggiormente chi effettua interventi di efficientamento più incisivi. Maggiore è l’efficientamento energetico e maggiore sarà la detrazione concessa. L’incentivo è rivolto a privati, liberi professionisti, imprese, società, enti pubblici.

Come già accennato, per l’Ecobonus sono previste due aliquote, sia per la caldaia a gas che per il climatizzatore:

  • Ecobonus al 50%: per i contribuenti impegnati nell’acquisto o sostituzione di vecchi impianti di climatizzazione invernale con nuovi impianti a condensazione con efficienza pari alla classe A (sono escluse le caldaie di classe B).
  • Ecobonus al 65%: per i contribuenti che oltre a sostituire il vecchio impianto con una nuova caldaia di classe A, provvedono contestualmente all’installazione di sistemi di termoregolazione evoluti, come termovalvole e/o termostati intelligenti con misurazione di temperatura interna ed esterna. La stessa detrazione del 65% è prevista per chi sostituisce interamente il vecchio impianto di riscaldamento con dei climatizzatori in pompa di calore che siano almeno in classe A+.

Mentre per la caldaia è più semplice beneficiare dell’Ecobonus, per i climatizzatori la situazione potrebbe essere più complessa. Ma non c’è da preoccuparsi. Per chi sostituisce o installa un condizionatore, infatti, sono disponibili altre due misure di incentivo molto interessanti:

  • Bonus ristrutturazioni del 50%: si riesce a beneficiare della detrazione anche se non c’è nessuna ristrutturazione in corso, basta fare una comunicazione all’ENEA
  • Bonus mobili del 50%: il climatizzatore si colloca come un elettrodomestico, ma, oltre ai requisiti di classe energetica, deve essere in corso effettivamente una ristrutturazione

Il contribuente può richiedere lo sconto in fattura, la cessione del credito o portare in detrazione una quota fissa nei 5 anni successivi nella dichiarazione dei redditi.

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