Caos Bollette: facciamo chiarezza su rincari, extra-profitti e soluzioni per risparmiare

Caos Bollette: facciamo chiarezza su rincari, extra-profitti e soluzioni per risparmiare

In un momento storico in cui i rincari energetici fanno infuriare i cittadini, è bene chiarire alcuni concetti per evitare di prendersela con chi non ha colpe

Una informazione parziale o poco corretta può esacerbare gli animi dei cittadini che si ritrovano a subire, inermi, i rincari sulle bollette. Per questo motivo è bene provare a fare un po’ di chiarezza.

Per questo motivo, chiariamo subito che:

  • i rincari energetici non sono determinati dal Governo Italiano
  • gli extra-profitti di cui si parla in questi giorni riguardano alcuni produttori di energia e non le società di vendita, che non sono la stessa cosa

Approfondiamo quindi questi due argomenti, andando poi a spiegare come queste informazioni possono aiutarci a prendere decisioni migliori per risparmiare sulle bollette di casa.

 

I rincari di Luce e Gas non sono determinati dal Governo Italiano

Come documentiamo da tempo con i nostri approfondimenti, alla base dei rincari energetici, comunicati a fine dicembre dall’ARERA, ci sono essenzialmente 3 cause:

  • incremento delle quotazioni del gas metano (il Gas naturale proviene prevalentemente dalla Russia, che ha ridotto le forniture all’Europa, a favore di maggiori erogazioni verso la Cina)
  • instabilità geopolitica sul fronte Russia-Ucraina e in Afghanistan (che hanno portato anche ad un incremento delle quotazioni del petrolio, oltre a quelle del gas)
  • aumento del costo dei certificati verdi per l’emissione di CO2 (larga parte dell’energia elettrica viene ancora prodotta mediante combustione di carbone, metano o petrolio e suoi derivati, immettendo nell’atmosfera CO2. L’aumento dei costi di CO2 comporta un aumento diretto dei costi di produzione dell’energia elettrica)

Il Governo, quindi, non ha potere decisionale diretto su questi fattori, ma può agire indirettamente per contenere i rincari e ridurre la dipendenza dagli approvvigionamenti esteri.

I prezzi della luce e del gas, infatti, vengono stabiliti dall’ARERA per il Servizio di Maggior Tutela, seguendo quanto previsto dalla norma, ovvero stabilendo i prezzi sulla base delle quotazioni sui mercati nei due mesi precedenti all’aggiornamento tariffario. I prezzi restano validi per tre mesi e poi aggiornati.

Nel mercato libero, invece, i prezzi vengono definiti con logiche differenti che vanno oltre le oscillazioni temporanee del mercato.

Il Governo ha poi eliminato, per due trimestri di fila, gli Oneri generali di sistema per le bollette della luce e li ha ridotti ai minimi termini in quella del gas, oltre a ridurre l’IVA, azione fondamentale in un periodo dell’anno in cui si registra il picco dei consumi e, quindi, del costo in bolletta. Inoltre il Governo ha stanziato maggiori fondi per sostenere il Bonus bollette, in modo da compensare, per la platea di beneficiari, i rincari previsti. Infine, proprio per ridurre la dipendenza dall’estero,  si sta anche pensando di incrementare la produzione nazionale di gas.

Tra le altre misure che il Governo sta analizzando e di si parla maggiormente in questi giorni, c’è anche l’utilizzo di un possibile “tesoretto” da 2 miliardi circa, derivante dalla tassazione degli extra profitti dei produttori di energia elettrica.

Questa misura sta destando molta confusione, proprio perché lascia intendere che i rincari stiano solo arricchendo le aziende che operano nel mercato dell’energia, quando la realtà è ben diversa.

Extra Profitti: ma di chi?

Impariamo a distinguere Produttori, Distributori e Fornitori

Nel mercato energetico nazionale possiamo facilmente distinguere tre figure principali:

  • i produttori: sono coloro che immettono nelle rispettive reti il gas naturale e l’energia elettrica prodotta. Nel caso dell’energia elettrica, la produzione può arrivare da differenti fonti:  infatti l’energia può provenire da centrali tradizionali a carbone o a combustibili fossili e gas naturale o da fonti rinnovabili, come nel caso di idroelettrico, parchi eolici o parchi fotovoltaici
  • i distributori: sono le società che gestiscono le reti nazionali di gas ed energia elettrica. Si occupano quindi di installare/gestire/manutenere tubi, cavi e contatori
  • i fornitori: conosciuti anche come Società di Vendita, sono le aziende che acquistano energia elettrica e gas dai produttori e la vendono ai clienti finali, occupandosi della promozione, vendita e fatturazione ai clienti finali. I fornitori riscuotono anche imposte, tasse e oneri da versare poi ai distributori e allo Stato.

In questo scenario, quindi, chi sta facendo gli extra profitti che il Governo intende tassare?

Come è facile capire, i distributori non hanno maggiori profitti, visto che vengono retribuiti con le spese di trasporto e gestione del contatore presenti in bolletta, che non cambiano in base alle quotazioni di energia e gas. Anche i fornitori, acquistando energia e gas per poi rivenderli al dettaglio, non stanno facendo maggiori profitti. Anzi, come stanno affermando le varie associazioni di categoria, molte società di vendita rischiano la chiusura per onorare contratti di fornitura troppo vantaggiosi per i clienti, sottoscritti prima degli aumenti sconsiderati delle quotazioni energetiche.

Gli unici indiziati restano, quindi, i produttori. Anche tra i produttori, comunque, vanno esclusi quelli che producono energia elettrica usando combustibili fossili e gas naturale, perché oltre ad avere avuto un incremento delle materie prime, hanno anche avuto un incremento dei costi per l’emissione di CO2.

Per i motivi appena visti, quindi, le uniche società ad avere degli extra profitti sono quelle che producono energia da fonti rinnovabili, che non hanno visto variare i costi di produzione, mentre hanno visto crescere notevolmente il costo di vendita dell’energia. Saranno queste, quindi, le sole destinatarie delle eventuali misure aggiuntive del governo per recuperare dei fondi da destinare al contenimento dei rincari.

 

I Prezzi Luce e Gas nel Mercato Libero e nel Mercato Tutelato

Come abbiamo visto, quindi, i prezzi di energia elettrica e gas naturale vengono determinati, nel mercato “tutelato”, rispettando una rigida normativa che tiene conto solo delle quotazioni dell’energia sui mercati internazionali, in quanto le società che offrono le tariffe in tale mercato non fanno altro che acquistare e rivendere luce e gas attingendo direttamente ai mercati all’ingrosso.

Nel mercato libero, invece, le società agiscono diversamente. I vari operatori, infatti, hanno contratti dedicati con alcune società di produzione, possono piazzare ordini di acquisto di stock di materie prime nei momenti in cui i mercati sono bassi, per poi rivendere tali materie prime con più tranquillità nei mesi successivi, offrendo prezzi fissi in virtù degli stock a disposizione. Le logiche commerciali, quindi, sono molto diverse e la presenza di contratti di approvvigionamento da produttori che generano energia da fonti rinnovabili possono consentire, soprattutto alle società più grandi, di garantire prezzi per la luce e il gas più competitivi della maggior tutela.

La Maggior Tutela farà spendere fino a 950 euro in più a famiglia, secondo le stime ufficiali dell’ARERA. Per questo motivo è fondamentale, in questo momento storico, trovare un’alternativa più conveniente sul mercato libero, dove le quotazioni oggi sono ancora più basse e garantiscono il risparmio (oltre a garantire una qualità dei servizi nettamente superiore).

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Per un Risparmio Duraturo sulle Bollette conviene investire nel Fotovoltaico

La soluzione praticamente definitiva per ridurre la dipendenza dalle oscillazioni del mercato energetico è quella di autoprodursi l’energia di cui si ha bisogno per azionare gli elettrodomestici e per riscaldare la casa. Il sistema più conveniente per raggiungere tale obiettivo è certamente l’installazione di un impianto fotovoltaico, che possa alimentare magari un impianto di riscaldamento elettrico a pompa di calore. Una batteria di accumulo consentirebbe di massimizzare l’autoconsumo, riducendo ai minimi termini l’approvvigionamento dalla rete. Ricordiamo che sono sempre disponibili gli incentivi fiscali statali per chi installa i pannelli solari e sostituisce il vecchio impianto di riscaldamento con una pompa di calore elettrica.

 

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