Guida al Canone RAI in bolletta: come non pagarlo (legalmente)

Guida al Canone RAI in bolletta: come non pagarlo (legalmente)

 
Il Canone RAI è una delle voci più discusse tra i costi fissi presenti sulla bolletta di energia elettrica. Molti utenti si chiedono se sia davvero obbligatorio, se esistano casi di esonero legittimi e, soprattutto, se sia possibile non pagarlo quando non si guarda la televisione o si utilizza solo internet. Facciamo chiarezza, distinguendo tra miti, realtà e norme ufficiali.

Cos’è il Canone RAI, come funziona e perché si paga in bolletta

Il Canone RAI, noto anche come Canone TV, è un’imposta obbligatoria prevista dalla RAI. Il pagamento è dovuto da tutti i cittadini che possiedono almeno un apparecchio televisivo all’interno dell’abitazione di residenza.

Dal 2016, per contrastare l’evasione fiscale, il Canone RAI viene addebitato automaticamente nella bolletta dell’energia elettrica delle utenze domestiche residenziali, suddiviso in rate mensili. Il collegamento con la fornitura elettrica resta valido anche nel 2026, salvo specifiche esenzioni o dichiarazioni di non possesso presentate dal contribuente.

A quanto ammonta il Canone RAI?

Anche quest’anno, l’importo del Canone RAI è pari a 90 euro annui, invariato quindi rispetto al 2025. L’importo e la suddivisione delle rate varieranno in base alla tipologia di fatturazione della bolletta di energia elettrica, ovvero:

  • 9€ sulle bollette mensili;
  • 18€ sulle bollette bimestrali.

 

Il canone Rai verrà eliminato?

Negli ultimi anni si è discusso più volte della possibile eliminazione del Canone RAI dalla bolletta elettrica, soprattutto in seguito agli interventi normativi contenuti nei vari Decreti Bollette e alle osservazioni della Commissione Europea. L’Unione Europea ha infatti più volte sottolineato come la riscossione di oneri non direttamente legati al consumo di energia elettrica rappresenti un elemento distorsivo della spesa energetica di famiglie e imprese.

La rimozione degli “oneri impropri” dalla bolletta era stata indicata anche tra gli obiettivi collegati al PNRR, e nel 2022 il Governo Draghi aveva ipotizzato gennaio 2023 come termine per separare il canone dalla fatturazione elettronica. Tuttavia, a oggi, non è stato ancora introdotto un sistema alternativo di riscossione altrettanto efficace nel contrastare l’evasione.

 

Quando il Canone RAI è dovuto

Secondo l’art. 1 del R.D.L. 21 febbraio 1938, n. 246, il Canone RAI è dovuto da tutte le persone che detengono uno o più apparecchi televisivi. Il canone TV viene addebitato una sola volta per ciascuna famiglia anagrafica ed è a nome dell’intestatario dell’utenza elettrica.

Il Canone RAI è dovuto automaticamente se ricorre almeno una delle seguenti condizioni:

  • sei intestatario di un’utenza elettrica domestica residenziale;
  • possiedi almeno un televisore.
Il Canone RAI va pagato anche se hai un televisore ma:
 
  1. non guardi i canali RAI;
  2. utilizzi esclusivamente piattaforme di streaming;
  3. usi il televisore solo come monitor per altri dispositivi;
  4. l’intestatario è residente all’estero ma possiede un’abitazione in Italia;
  5. il televisore è detenuto a titolo di noleggio e non di proprietà;
  6. il televisore è utilizzato esclusivamente come monitor per il computer;
  7. l’intestatario è sposato/a e il coniuge è intestatario di un’utenza elettrica in una seconda abitazione con distinta residenza anagrafica. In tale ipotesi, i due coniugi sono considerati famiglie anagrafiche separate e sono pertanto entrambi soggetti al pagamento del canone.

Ricezione del segnale TV e internet: facciamo chiarezza

Uno degli aspetti più “complicati” riguarda la distinzione tra ricezione del segnale televisivo e fruizione dei contenuti via internet.
La normativa è inequivocabile: ciò a cui si fa riferimento non è l’utilizzo effettivo del televisore, bensì la sua idoneità tecnica alla ricezione del segnale televisivo (digitale terrestre o satellitare). Dunque è bene chiarire che non è la visione dei programmi RAI a determinare l’obbligo di pagamento.

Guardare la RAI in streaming NON esonera dal Canone!

Secondo l’interpretazione ufficiale:

  • PC, tablet e smartphone, anche se consentono di vedere RaiPlay, non fanno scattare l’obbligo del Canone;
  • il televisore sì, anche se collegato solo a internet.

Questo significa che:

  • se non possiedi alcun televisore, puoi essere esonerato;
  • se possiedi una TV, il fatto che tu guardi solo contenuti online non ti esonera

 

Come vanno considerati tablet, pc e smartphone? Un’importante precisazione arriva dall’Agenzia delle Entrate: solo gli apparecchi che hanno un radioricevitore completo, o che includano almeno un sintonizzatore radio, pagano il Canone. Inoltre, “atto o adattabile” significa che l’apparecchio deve ricevere il segnale digitale terrestre o del satellite.

 

Quando è possibile non pagare il Canone RAI (legalmente)

Puoi non pagare il Canone RAI solo determinati casi precisi, tra cui:

1. Non possiedi alcun televisore

Se in casa non è presente nessun apparecchio TV

Attenzione:

  • basta anche un solo televisore per far decadere l’esonero;
  • la dichiarazione va rinnovata ogni anno entro le scadenze previste.

2. Altri casi di esonero

Sono esonerati anche:

  • cittadini over 75 con reddito annuo non superiore a 8.000 euro;
  • diplomatici, funzionari e militari stranieri (in casi specifici);
  • hai un’attività commerciale in cui sono presenti uno o più televisori utilizzabili dai clienti (bed & breakfast, hotel, bar, ristoranti, negozi, centri estetici, palestre, studi e uffici con televisore nella sala d’attesa). In questo caso devi pagare il canone TV speciale, che non passa dalla bolletta elettrica, ma si paga direttamente alla RAI.

In sostanza, non devi pagare il Canone RAI solo se usi un vecchio televisore analogico oppure se guardi la televisione usando esclusivamente la connessione internet su smartphone, tablet e pc senza sintonizzatore TV.

Come ottenere l’esenzione

La domanda di esenzione dal Canone RAI deve essere trasmessa entro precise scadenze, al fine di evitare l’addebito di importi non dovuti in bolletta.

In particolare:

  • per ottenere l’esenzione per l’intero anno 2026, la dichiarazione deve essere presentata entro il 31 gennaio 2026;
  • per ottenere l’esenzione limitata al secondo semestre dell’anno (luglio–dicembre 2026), la domanda deve essere trasmessa entro il 30 giugno 2026;
  • Inoltre, la Dichiarazione Sostitutiva, deve essere presentata utilizzando uno dei seguenti canali:

    • applicazione web disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate;
    • invio tramite PEC con firma digitale all’indirizzo: cp22.sat@postacertificata.rai.it;
    • invio tramite raccomandata al seguente indirizzo: Agenzia delle Entrate – Ufficio di Torino 1, S.A.T. – Sportello Abbonamenti TV – Casella Postale 22 – 10121 Torino.

     

    Come richiedere il rimborso del Canone TV

    Se ti è stato addebitato il Canone TV in bolletta pur non essendone tenuto al pagamento, è possibile richiederne il rimborso seguendo una procedura ufficiale. La richiesta va presentata compilando l’apposito modulo di rimborso messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, disponibile nella sezione dedicata “Canone TV – Rimborso”.

    Una volta ricevuta la richiesta, l’Agenzia delle Entrate effettua le verifiche necessarie e, in caso di esito positivo, comunica l’autorizzazione al rimborso al fornitore di energia elettrica. L’importo viene quindi riaccreditato direttamente in bolletta, secondo le tempistiche tecniche previste. È importante sapere che il rimborso può essere richiesto solo dall’intestatario della fornitura elettrica.

    Cosa succede se dichiari il falso?

    Presentare una dichiarazione di non possesso non veritiera espone a conseguenze economiche rilevanti. In caso di controlli, l’Amministrazione procede al recupero del Canone RAI non versato, applicando sanzioni amministrative e interessi arretrati. Per questo motivo è fondamentale verificare con attenzione la propria situazione prima di richiedere l’esenzione. Le sanzioni amministrative si aggirano all’incirca tra i 103,29 euro e i 516,45 euro.

    Per ridurre l’impatto del Canone sulle bollette, l’unica possibilità è valutare l’attivazione di una tariffa luce più conveniente rispetto a quella attualmente in uso.

     

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    Le bollette della luce, oggi, incidono davvero tanto sul bilancio familiare. Per questo è utile sapere che esistono soluzioni concrete per ridurre la spesa, come il cambio operatore e la scelta di una tariffa luce realmente conveniente.

    È importante chiarire che non esiste una tariffa migliore in assoluto, ma le diverse offerte possono risultare vantaggiose in base al profilo di consumo di ciascuna famiglia. Analizzando attentamente i consumi riportati in bolletta, è possibile individuare le proprie esigenze energetiche e confrontare le migliori offerte del mercato per ottenere un notevole risparmio.