PUN in rialzo il 10 marzo: picco mensile a 168 €/MWh, salgono anche PSV e IGI

Le quotazioni dell’energia continuano a correre: ecco cosa sta succedendo a elettricità, gas e petrolio e perché famiglie e consumatori non dovrebbero sottovalutare questi segnali
Il mercato dell’energia torna a mandare un segnale chiaro. Nella giornata del 10 marzo, il PUN ha toccato il picco mensile di 168 euro/MWh (quotazioni ufficiali da mercatoelettrico.org) riportando l’attenzione su un tema che riguarda da vicino famiglie, imprese e consumatori: la volatilità dei prezzi all’ingrosso non è affatto finita, nonostante le dichiarazioni del presidente USA che mirano a calmare i mercati.
Anche il gas, attraverso gli indici di riferimento come PSV e IGI, mostra un quadro di tensione, mentre sullo sfondo resta da monitorare anche l’andamento del petrolio, che continua a muoversi in un contesto internazionale instabile.
Ed è proprio in momenti come questo che torna valida una considerazione che in Abbassalebollette ripetiamo da tempo ai nostri lettori e ai nostri clienti: non basta scegliere bene una tariffa, bisogna anche ridurre la dipendenza dall’energia acquistata, investendo in efficienza energetica e in indipendenza energetica.
Le quotazioni aggiornate del 10 marzo
La giornata del 10 marzo ha mostrato un nuovo irrigidimento dei principali indicatori energetici:
- PUN Luce: picco mensile a 168 euro/MWh
- IGI Gas: anch’esso in aumento, con una quotazione che ha toccato 56,05 €/MWh a conferma di una maggiore tensione sul mercato gas
- PSV Gas: in data 09/03/26 ha fatto registrare una quotazione di 0,557 €/Smc, in rialzo rispetto alla seduta precedente
- Petrolio: andamento volatile, ancora influenzato da fattori geopolitici e da aspettative su domanda e offerta
Il messaggio dei mercati è semplice: elettricità, gas e materie prime energetiche si stanno muovendo in una fase che richiede prudenza e attenzione.
Perché il rialzo del PUN del 10 marzo è un segnale da non sottovalutare
Il PUN, cioè il Prezzo Unico Nazionale, rappresenta il principale riferimento del prezzo dell’energia elettrica sul mercato all’ingrosso italiano. Quando questo valore sale in modo netto, come avvenuto il 10 marzo, non significa automaticamente che tutte le bollette aumenteranno nello stesso momento o nella stessa misura, ma indica comunque una pressione crescente sul costo dell’energia.
| Giorno di marzo 2026 | Valore medio PUN (€/MWh) |
|---|---|
| 01-03-2026 | 105.25 |
| 02-03-2026 | 120.37 |
| 03-03-2026 | 125.2 |
| 04-03-2026 | 165.74 |
| 05-03-2026 | 151.94 |
| 06-03-2026 | 140.59 |
| 07-03-2026 | 142.5 |
| 08-03-2026 | 142.6 |
| 09-03-2026 | 156.18 |
| 10-03-2026 | 168.54 |

Il punto è proprio questo: il PUN non coincide con la bolletta finale, ma ne influenza l’andamento, soprattutto per chi ha sottoscritto offerte indicizzate o per chi si trova esposto a formule tariffarie legate all’andamento del mercato. Un picco come quello registrato il 10 marzo va quindi letto come un campanello d’allarme, non tanto per il singolo giorno in sé, quanto per quello che racconta sullo stato generale del mercato.
Quando il prezzo dell’energia elettrica torna a salire in modo deciso, emerge con evidenza una fragilità che molti consumatori conoscono bene: chi dipende interamente dall’energia acquistata dalla rete è inevitabilmente più esposto ai rincari.
Gas sotto pressione: come si muovono PSV e IGI
Accanto al rialzo del PUN, anche il gas conferma un contesto delicato. Gli indici di riferimento come PSV e IGI si muovono infatti in un quadro coerente con la tensione osservata sul mercato energetico complessivo.

Per il consumatore medio, queste sigle possono sembrare lontane dalla vita quotidiana, ma in realtà raccontano molto di quello che succede dietro le quinte delle bollette. Il PSV è uno dei principali punti di riferimento del prezzo del gas in Italia, mentre l’IGI rappresenta un ulteriore indicatore utile per leggere le dinamiche del mercato nazionale. Quando questi valori crescono, il segnale è chiaro: anche il gas resta sotto pressione.
Ed è importante ricordare che elettricità e gas non viaggiano su binari completamente separati. In un sistema energetico come quello italiano, il prezzo del gas continua ad avere un peso rilevante anche sulla formazione del costo dell’energia elettrica. Per questo, quando il gas si irrigidisce, spesso anche il mercato elettrico ne risente.
Anche il petrolio resta volatile: perché il suo andamento conta
A completare il quadro c’è poi il petrolio, che continua a muoversi in modo instabile. Anche quando non esiste un rapporto diretto e immediato tra prezzo del barile e bolletta domestica, l’andamento del petrolio resta un indicatore importante del clima energetico internazionale.
Quando il petrolio mostra forti oscillazioni, il mercato manda un segnale di incertezza più ampio: significa che gli operatori stanno reagendo a tensioni geopolitiche, squilibri tra domanda e offerta, timori sulle forniture o attese su possibili restrizioni produttive. Tutti fattori che contribuiscono a mantenere alta la sensibilità dell’intero comparto energetico.
Per questo è sbagliato leggere il petrolio come un elemento scollegato da ciò che accade a elettricità e gas. Il legame può essere indiretto, ma esiste. E nei periodi di volatilità generalizzata, famiglie e imprese restano inevitabilmente più esposte.
Cosa cambia per famiglie e imprese quando i prezzi all’ingrosso tornano a salire
La domanda che interessa davvero i consumatori è sempre la stessa: cosa significa tutto questo per la bolletta?
La risposta più corretta è che il rialzo dei prezzi all’ingrosso non si traduce sempre in un aumento immediato e identico per tutti, ma rappresenta comunque un fattore di rischio. Chi ha offerte variabili o indicizzate può sentire prima gli effetti delle oscillazioni. Chi invece ha contratti a prezzo fisso può essere temporaneamente più protetto, ma resta comunque dentro un mercato che, nel medio periodo, finisce sempre per influenzare le nuove condizioni commerciali.
In questo contesto, il problema non è soltanto il prezzo di oggi, ma l’imprevedibilità. Quando il mercato diventa più instabile, per famiglie e imprese diventa più difficile pianificare la spesa energetica e difendersi dai rincari futuri.
Ed è qui che entra in gioco la differenza tra subire il mercato e prepararsi al mercato.
Perché il vero tema non è prevedere ogni oscillazione, ma costruire una condizione in cui quei movimenti pesino meno sulla propria vita quotidiana.
La vera difesa dal caro energia resta sempre la stessa: efficienza e indipendenza energetica
Ogni volta che i prezzi tornano a correre, emerge una verità molto semplice: la protezione più concreta non nasce dall’inseguire ogni variazione del mercato, ma dal ridurre la quantità di energia che siamo costretti a comprare.
È qui che entrano in gioco due concetti fondamentali: efficienza energetica e indipendenza energetica.
Efficienza energetica significa consumare meno, a parità di comfort. Vuol dire
- migliorare gli impianti (soprattutto quelli di riscaldamento, con soluzioni efficienti tipo le pompe di calore elettriche e le caldaie a condensazione)
- ridurre gli sprechi
- ottimizzare i consumi della casa
Indipendenza energetica significa invece produrre almeno una parte dell’energia di cui abbiamo bisogno, abbassando la dipendenza dalla rete e quindi anche l’esposizione ai rincari.
Questo è il punto chiave che troppo spesso viene sottovalutato. Se il mercato sale, chi acquista tutta l’energia che consuma subisce l’aumento in pieno. Chi invece ha già investito per ridurre i consumi e autoprodurre una quota della propria energia parte da una posizione molto più serena.
Fotovoltaico, la scelta che riduce davvero la dipendenza dai rincari

In questo scenario, il fotovoltaico rappresenta una delle risposte più concrete e intelligenti per le famiglie che vogliono proteggersi nel tempo.
Installare pannelli solari significa produrre energia elettrica direttamente dal sole e usarla per alimentare la casa, gli elettrodomestici e tutti i principali consumi domestici. Ma oggi il vantaggio è ancora più ampio, perché l’elettricità autoprodotta può essere utilizzata anche per sistemi di climatizzazione evoluti, per il riscaldamento tramite pompa di calore e perfino per la mobilità elettrica.
Questo cambia radicalmente la prospettiva. Non si parla più solo di “risparmiare qualcosa in bolletta”, ma di costruire una casa più moderna, più efficiente e meno esposta alle oscillazioni dei mercati energetici. Una casa capace di produrre energia per sé stessa, di usarla in modo intelligente e di trasformarla in comfort, calore e persino chilometri percorsi.
Ricaricare un’auto elettrica con l’energia prodotta dal proprio impianto fotovoltaico è probabilmente uno degli esempi più chiari di questa evoluzione: un modo concreto per ridurre sia il costo dell’elettricità sia quello dei carburanti tradizionali.
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Dai mercati arriva un messaggio chiaro: il momento di investire nell’autonomia energetica è adesso
I mercati continueranno a fare il loro lavoro: saliranno, scenderanno, si stabilizzeranno, poi torneranno a muoversi. Ma per i consumatori il punto non può essere inseguire ogni giorno le quotazioni di PUN, PSV, IGI o del petrolio sperando di anticipare la prossima oscillazione.
La vera scelta strategica è un’altra: diminuire il potere che questi mercati hanno sulla nostra bolletta.
Per questo il rialzo del 10 marzo non va letto solo come una notizia di giornata, ma come l’ennesima conferma di una direzione precisa. Chi oggi investe in efficienza energetica, in fotovoltaico e in una maggiore autonomia energetica non sta semplicemente cercando di spendere meno: sta costruendo una protezione concreta contro la volatilità futura.
Ed è proprio questa, oggi più che mai, la differenza tra chi subisce il mercato e chi inizia finalmente a governarlo.
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Sommario:
- 1 Le quotazioni dell’energia continuano a correre: ecco cosa sta succedendo a elettricità, gas e petrolio e perché famiglie e consumatori non dovrebbero sottovalutare questi segnali
- 2 Le quotazioni aggiornate del 10 marzo
- 3 Perché il rialzo del PUN del 10 marzo è un segnale da non sottovalutare
- 4 Gas sotto pressione: come si muovono PSV e IGI
- 5 Anche il petrolio resta volatile: perché il suo andamento conta
- 6 Cosa cambia per famiglie e imprese quando i prezzi all’ingrosso tornano a salire
- 7 La vera difesa dal caro energia resta sempre la stessa: efficienza e indipendenza energetica
- 8 Fotovoltaico, la scelta che riduce davvero la dipendenza dai rincari
- 9 Dai mercati arriva un messaggio chiaro: il momento di investire nell’autonomia energetica è adesso

Laureato in Economia alla Bocconi, è tra i fondatori di Abbassalebollette. Esperto del mercato dell’energia e della green economy, approda in Abbassalebollette.it dopo una ventennale esperienza nel marketing delle principali utility italiane.
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