Pagherà di Più chi Consuma Meno e chi ha Investito in Rinnovabili

Mentre ci saranno notevoli risparmi in bolletta per chi consuma tanta luce e corrente elettrica

Triste notizia per tutti coloro che da anni investono soldi ed impegno in soluzioni di efficienza energetica ed energie rinnovabili per risparmiare sulla bolletta della luce.

La nuova riforma, pensata per rendere più equilibrata la tassazione sulle bollette della luce elettrica, potrebbe causare rincari sulla bollette delle famiglie italiane fino a 75 euro l’anno (119 in un triennio).
Aumenti Bollette con La Riforma dell'Energia Elettrica

Gli Obiettivi della Riforma della Bolletta Elettrica In Breve

Su delega del Governo, e in recepimento di una direttiva europea che punta a incrementare l’efficienza energetica nei Paesi membri cercando di produrre la stessa quantità di energia utilizzando meno risorse, dunque inquinando meno, l’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico (Aeegsi) ha predisposto un documento con l’obiettivo di riformare la bolletta per gli utenti domestici italiani.

L’Italia è l’unica nazione eruopea in cui, ad oggi, la tassazione sulle bollette dell’energia è progressiva a scaglioni, quindi non lineare. In pratica, chi consuma di più, attualmente, paga più tasse in bolletta.

Non stiamo parlando della quota energia, quindi del costo della corrente elettrica vera e propria, ma di tutte quelle voci di costo della bolletta (Oneri generali e Servizi di rete), pari a circa il 40% della bolletta media, che sono calcolate a scaglioni. Oggi chi consuma più energia, paga più tasse ed oneri sulla bolletta.

La logica alla base di questo vecchio sistema di calcolo del costo della bolletta era pensato per incentivare appunto i comportamenti virtuosi e penalizzare chi spreca energia elettrica.

La nuova riforma, invece, negli intenti vorrebbe rendere più equa la ripartizione di questi oneri, superando la visione progressiva e caricando gli oneri equamente su tutti gli utenti

Chi ci Guadagna e Chi ci Rimette con la Riforma?

Ora che la tassazione diventa “uguale per tutti”, i vantaggi per chi ha investito soldi in efficienza energetica e, soprattutto, in energie rinnovabili, vengono meno.

In pratica, quelli che ora consumano meno di 2700 kwh (la maggior parte delle famiglie italiane, circa 20 milioni di utenze) ci rimetteranno. Pardossalmente, quelli che consumano meno di 1000 kwh annui avranno i rincari maggiori. Quindi la batosta colpirà le piccole abitazioni e, soprattutto, le seconde case (casa al mare o in montagna, con contratto non residente e consumi molto bassi).

Chi invece ha consumi elevati o, semplicmente, negli ultimi anni non si è preoccupato di sostituire gli elettrodomestici vecchi con nuovi modelli in classe energetica elevata, di sostituire le vecchie lampadine con nuove lampade a LED efficienti, riceverà grossi risparmi in bolletta.

Curiosamente la nuova riforma andrà a premiare chi spreca, con un abbassamento considerevole della bolletta.

Chi ci rimetterà di più sono coloro che hanno investito o stanno investendo in un impianto fotovoltaico con la formula dell’autoconsumo. Con la riforma, l’impianto fotovoltaico non sarà più sostenibile economicamente come lo era in passato.

Prima e dopo la Riforma: come cambia la bolletta della luce degli italiani

Facendo sempre riferimento al documento dell’Autorità, vediamo un raffronto diretto della variazione delle bollette negli anni 2016-2017-2018 per alcune tipologie di clienti:

(l’importo della bolletta e delle variazioni sono al NETTO di imposte e tasse)

Condiz. residenza
e tariffa attuale

Potenza
(kW)

Consumo
(kWh/a)

Spesa attuale
(€)

Variazione
2016 (€)

Variazione
2017 (€)

Variazione
2018 (€)

Residente (D2)

3

1.500

233

+23,00

+40,78

+7,29

Residente (D2)

3

2.200

343

+17,20

+22,53

+10,69

Residente (D2)

3

2.700

438

+9,81

+0,94

+8,34

Residente (D2)

3

3.200

563

0,00

-13,05

-29,08

Non residente (D3)

3

900

260

+19,87

+21,18

+75,87

Residente (D3)

3,5

3.500

831

-4,45

-204,44

-51,53

Non residente (D3)

3

4.000

928

-34,29

-103,14

-17,45

Residente (D3)

6

6.000

1.528

-160,63

-183,03

-238,63

 

Le reazioni della politica per una maggiore equità sociale

Per quanto l’obiettivo della riforma fosse quello di rendere più equa la distribuzione degli oneri in bolletta e, soprattutto, di stimolare una maggiore sensibilità all’efficienza energetica e all’uso di fonti rinnovabili, l’esito che si raggiungerebbe con l’attuale proposta dell’Aeegsi è l’esatto contrario. Di tale parere è il Movimento 5 Stelle, da sempre sensibile alle tematiche ambientali ed energetiche del paese, che ha presentato un’interrogazione parlamentare nella quale chiarisce espressamente i propri dubbi, sostenendo che:

“le politiche cui si ispira il documento di consultazione sono:

a) incremento del consumo di energia elettrica dalla rete, in quanto si individua quale obiettivo principale la incentivazione a sostituire ai consumi termici i consumi elettrici, a prescindere dal fatto che questo possa creare sprechi nei consumi elettrici;

b) sostanziale preclusione della possibilità di installare impianti di autoconsumo da fonte rinnovabile per uso domestico.”

In conclusione, il M5S sostiene che:

“far accrescere i consumi elettrici, eliminare (sia per il futuro che retroattivamente) la convenienza dei sistemi di autoconsumo da fonte rinnovabile e aumentare il costo in bolletta per le fasce meno abbienti sono principi politicamente inaccettabili e contrari alle norme comunitarie e nazionali di tutela dell’ambiente, della salute e dell’equità sociale”.

 

Se non ci saranno modifiche alla proposta, si prospetta l’ennesimo salasso per la famiglia media italiana.

Seguiteci e continueremo a tenervi aggiornati sulla riforma della bolletta elettrica.