Come scegliere l’Agevolazione che fa Risparmiare di Più

Conto Termico vs Ecobonus 65%: quale conviene per chi installa una pompa di calore per riscaldamento, una caldaia a pellet o a biomasse oppure una caldaia a metano a condensazione

Sostituire l’impianto di riscaldamento presso una normale abitazione, è un costo elevato che una famiglia media fatica a sostenere. Fortunatamente le leggi tendono a favorire chi decide di puntare sull’efficienza energetica e le energie rinnovabili, e lo fanno in due modi completamente diversi: il conto termico e l’ecobonus fiscale. Sono due forme completamente differenti tra loro, e per questo, prima di proseguire, conviene fare chiarezza su cosa sono, per poter poi scegliere con maggiore consapevolezza.

Ricordiamo a tutti che le due forme di agevolazione non sono cumulabili tra di loro.

 

Ecobonus 65% per Ristrutturazioni ed Efficientamento

Ecobonus: ideale per chi esegue grossi interventi di ristrutturazione, e non la sola sostituzione della caldaia. L’ecobonus fiscale del 65% consiste nel recuperare il 65% della spesa fatta, IVA esclusa, in 10 anni.

Un esempio pratico: una caldaia a pellet pagata 1.220 Euro IVA inclusa, permette di ottenere una detrazione fiscale di 100 Euro l’anno, per 10 anni. Attenzione però, la detrazione ha senso solamente se fate il 730 o se avete comunque qualcosa da pagare come IRPEF.

Le detrazioni vengono perse nel caso in cui non avete niente da cui detrarle.

 

Conto Termico: Rimborso Diretto e Aperto a Tutti

Conto Termico: esistente da alcuni anni, è un’agevolazione che è stata rivista ultimamente per renderla competitiva rispetto all’ecobonus. Il vantaggio principale è che tutti possono usufruirne, in quanto sono soldi che vengono rimborsati direttamente nel conto corrente in un anno, o comunque entro pochi anni, a seconda della cifra. Le procedure di calcolo non sono semplici, ma un installatore esperto può venirvi sicuramente in aiuto.

Il decreto riguardante il conto termico pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 2 marzo 2016, porta sostanziali cambiamenti ai modelli di calcolo del contributo economico per le utenze private con potenza installata complessiva inferiore ai 35 kW. Tra le varie voci, vengono citate le caldaie a pellet, la pompa di calore e le caldaie a condensazione, in quanto sono impianti di riscaldamento efficienti.

 

Conto Termico e Ecobonus? Quale conviene scegliere?

Perché oggi potrebbe convenire il Conto termico? Nonostante fosse già una forma di agevolazione interessante in passato, la rimodulazione ha aumentato di fatto il contributo finale. A questo vantaggio si somma anche una burocrazia più semplice da seguire.

In passato spesso veniva preferito anche l’ecobonus del 55% rispetto al Conto Termico. Oggi invece, in molti casi, il Conto Termico può essere più vantaggioso anche dell’ecobonus del 65%. La nuova formula tende a incentivare maggiormente le aree considerate più fredde, e prende in considerazione la potenza termica complessivamente installata.

Le nuove regole entreranno in vigore dal mese di Giugno 2016. Il Sole24Ore, in un articolo molto dettagliato su conto termico e detrazioni fiscali, prende in esame una simulazione fatta tramite il Politecnico di Milano, per cercare di spiegare il nuovo Conto Termico.

La famiglia presa a campione abita in un appartamento di 90 metri quadri ed è composta da 3 persone. Questo rende i conteggi adattabili alla maggioranza delle famiglie medie italiane. Lo studio tende a dimostrare che nelle zone considerata a clima freddo, l’installazione di una pompa di calore del costo complessivo pari a 7.000 Euro, viene recuperato in minor tempo con il nuovo Conto Termico, rispetto all’ecobonus. In città quali Cuneo, ma anche Milano e addirittura Roma, l’investimento viene recuperato in soli 2 anni, mentre a Bari ne servono comunque solamente 4 di anni.

Il risparmio energetico ottenuto dalla nuova pompa di calore, unito al rimborso economico ottenibile dal Conto Termico si dimostra quindi più vantaggioso dell’ecobonus del 65%. Il Conto Termico permette di ottenere un rimborso fino al 65% della spesa sostenuta, ma solamente grazie alle nuove norme, oggi è possibile raggiungere tale valore con più facilità. La percentuale del 65% era stata introdotta già nel 2014, ma mediamente la famiglia media italiana riusciva a raggiungere un valore pari a circa il 40%.

Oggi invece, in modo particolare nelle zone climatiche fredde E e F ( Cuneo ad esempio ) raggiungere il 65% è molto più semplice. Tra le nuove regole è stata modificata la rateizzazione del rimborso.

Con il nuovo conto termico si possono ottenere rimborsi fino a 5.000 Euro già nel primo anno. In passato invece nel primo anno il rimborso massimo arrivava a soli 600 Euro, e veniva quindi scaglionato in rate fino a 5 anni.

Riassumendo il concetto del nuovo Conto Termico, si può dire che tende ad incentivare le zone a clima più freddo, ovvero garantisce un ritorno economico maggiore nelle zone dove la caldaia viene utilizzata maggiormente. L’esempio del Politecnico di Milano si riferisce ad una pompa di calore, ma allo stesso modo vale anche per le caldaie a biomassa e pellet, le quali permettono di trarre convenienza anche in fascia climatica B.

Diventa utile quindi sapere il proprio comune di residenza in quale fascia climatica è stato inserito. Per fare questo si può ricorrere ad un form molto utile offerto dall’UNICMI: http://www.unicmi.it/UX57/html/ux57_2.php in cui, in una pagina molto semplice e pulita, si deve inserire solamente il nome del comune e premere il pulsante “Cerca”.

Per chi invece desidera avere una tabella in formato Excel, la può scaricare dal sito dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico: http://www.autorita.energia.it/allegati/faq/AggTabellaA.xls

Per accedere al Conto Termico si deve presentare domanda al GSE attraverso il loro sito web http://www.gse.it. Nel sito si possono finalmente trovare aiuti alla compilazione, grazie ad un elenco di apparati che possono aderire al Conto Termico già predisposto. Si tratta quindi di una procedura semi automatica ora, che permette di ricevere il rimborso entro 90 giorni e fino a 5.000 Euro già nel primo anno.