Semplificare le Procedure: Ecco l’Obiettivo del Conto Termico 2016

Conto Termico 2016

Il Conto Termico si rinnova. Il nuovo decreto, firmato dal ministro per lo Sviluppo Economico, va infatti a sostituire il precedente regolamento, stabilito con il DM risalente al 28/12/2012.

L’intento è quello di ampliare gli interventi e snellire l’iter per accedere a questo meccanismo di incentivazione, negli anni poco sfruttato proprio per la complessità delle procedure e per la “concorrenza” delle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica.

Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) stima infatti che, a fronte dei 900 milioni annui messi a disposizione, attualmente se ne sfruttino solo 56. Da qui l’esigenza del rinnovamento del Conto Termico, originariamente previsto per la fine del 2014 e arrivato infine solo il 27 gennaio 2016.

 

I nuovi interventi previsti nel Conto Termico

Le novità del Conto Termico coinvolgono sia i privati sia la pubblica amministrazione. Quest’ultima, in particolare, avrà a disposizione tre nuovi tipi di intervento: la trasformazione in “edifici a energia quasi zero” (indicati dall’acronimo inglese NZEB), la sostituzione dei sistemi di illuminazione a favore di dispositivi più efficienti e il ricorso a nuove tecnologie per gestire e controllare gli impianti termici ed elettrici degli edifici (la così detta automazione degli edifici).

 

Gli Incentivi del Conto Termico per i Privati

I privati potranno godere degli incentivi previsti dal nuovo Conto Termico in caso vogliano sostituire gli impianti di riscaldamento invernale esistenti con altri dotati di pompe di calore, o utilizzanti energia geotermica, idrotermica e aerotermica, o alimentati a biomassa.

In alternativa, si potranno installare impianti solari termici, destinati alla produzione dell’acqua calda, come supporto all’impianto di climatizzazione invernale o abbinati a sistemi di solar cooling, e sostituire scaldabagni elettrici con scaldacqua a pompa di calore.

Inoltre, la taglia massima degli impianti è stata aumentata a 2 MW, facilitando gli interventi su edifici di grandi dimensioni. Per privati, infatti, non si intendono solo persone fisiche, ma anche condomini e titolari di imprese o aziende agricole. I rimborsi previsti coprono nella maggior parte dei casi il 40% delle spese, percentuale che può salire fino al 65%, a seconda dell’intervento.

 

Le semplificazioni introdotte dal Decreto

Il nuovo decreto introduce anche delle semplificazioni, allo scopo di snellire la procedura. Sarà infatti possibile certificare le spese sostenute non solo tramite ricevuta o bonifico, bancario o postale, ma anche se i pagamenti sono stati effettuati online o usando la carta di credito.

Anche la modalità di presentazione della domanda è stata modificata: il Gestore dei Servizi Energetici dovrà infatti predisporre una modulistica semplificata per la richiesta di incentivi.

Sul sito del GSE sarà inoltre possibile consultare un elenco di interventi idonei all’incentivazione e, se utilizzati, basterà selezionarli per includerli nella scheda della domanda, senza bisogno di fornire altri dati.

 

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