Smaltimento Pannelli Fotovoltaici

Come e quanto costa smaltire i Pannelli Fotovoltaici Professionali e Domestici

Il GSE trattiene dagli incentivi una somma pari ai costi previsti per lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici, ma se questo, poi, viene eseguito secondo le corrette procedure, l’utilizzatore consegue il rimborso integrale della somma.

Lo smaltimento dei moduli fotovoltaici.

Negli ultimi anni, anche in Italia si è assistito ad una vertiginosa crescita del numero di installazioni di impianti fotovoltaici, sia a livello residenziale che aziendale.

Tale sviluppo è dovuto a diversi fattori, prima fra tutte una più diffusa consapevolezza, tra i privati cittadini, della convenienza economica di un simile impianto. Inoltre, chi installa un sistema fotovoltaico sa bene di compiere una scelta di carattere ambientalista, visto che tale tipo di impianto sfrutta un’energia pulita e rinnovabile, cioè quella solare.

Proprio in considerazione di questa sua valenza ecologica, la diffusione dei sistemi fotovoltaici è stata favorita dall’Unione Europea e dallo Stato attraverso la previsione di incentivi all’utilizzo di tale forma di approvvigionamento dell’energia elettrica.

In particolare, è stato introdotto sin dal 2005 il cosiddetto Conto Energia, poi riproposto in diverse versioni nel corso degli anni. Questa particolare forma d’incentivo prevede, in favore dei beneficiari, un contributo economico da parte del GSE, da calcolare in base ai kWh di energia che viene prodotta con l’impianto fotovoltaico.

Ebbene, su tale contributo viene trattenuto dal GSE un determinato importo, a titolo cautelativo, in previsione delle spese che si renderanno necessarie per il successivo smaltimento dei moduli dell’impianto. Questo importo, però, verrà ugualmente elargito al titolare dell’impianto, se questi eseguirà lo smaltimento secondo le procedure stabilite dallo stesso GSE.

Scopriamo, quindi, quali sono queste procedure e cosa bisogna fare per non perdere neanche un centesimo degli incentivi spettanti.

Un’importante distinzione tra moduli fotovoltaici

Le procedure per lo smaltimento dei moduli fotovoltaici incentivati sono state individuate dal GSE attraverso apposite Istruzioni Operative, che specificano la disciplina prevista dalle leggi italiane ed europee (cioè il Decreto Legislativo 49/2014, emanato in attuazione della Direttiva 2012/19/UE).

Innanzitutto, viene fatta una distinzione fondamentale tra i moduli che vengono considerati rifiuti domestici e quelli che vengono considerati rifiuti professionali. I primi sono quelli originariamente installati in impianti con potenza nominale inferiore a 10 kW, i secondi sono quelli provenienti da impianti con potenza nominale uguale o superiore a 10 kW.

Va subito precisato che il termine “domestici” potrebbe indurre in errore, perché viene usato a soli fini esemplificativi. Infatti, se un privato possiede un impianto fotovoltaico ad uso residenziale sul tetto della propria villetta, e la potenza di tale impianto sia superiore ai 10 kW, i singoli moduli saranno considerati come rifiuti professionali, e non domestici, ai fini della disciplina sullo smaltimento dei moduli incentivati.

Chiarito questo, vediamo in che termini rileva la distinzione tra rifiuti domestici e rifiuti professionali.

Pannelli domestici

Per ottenere la restituzione degli importi trattenuti dal GSE, i moduli fotovoltaici domestici da dismettere vanno conferiti ad un Centro di Raccolta. Il costo delle relative operazioni di smaltimento, pertanto, finirà per essere addebitato esclusivamente a carico dei produttori. Il conferimento dei moduli fotovoltaici domestici risulta, quindi, completamente gratuito per chi li ha utilizzati.

E’ fondamentale, a questo scopo, far firmare al responsabile del Centro di Raccolta la “Dichiarazione di Avvenuta Consegna”, il cui modello è scaricabile dal sito del GSE. Successivamente, tale documento, debitamente firmato, va restituito al GSE entro 6 mesi dal conferimento. Una volta che l’Ente avrà verificato la correttezza della procedura di smaltimento eseguita, provvederà a restituire la quota precedentemente trattenuta, comprensiva degli interessi maturati.

Se lo smaltimento del modulo incentivato non è dovuto a dismissione, ma a sostituzione con un nuovo modulo, occorre comunque conferire i rifiuti al Centro di Raccolta. In più, è necessario comunicare al GSE i dati relativi al nuovo pannello, attraverso l’apposito Portale Informatico dell’Ente. Il GSE non restituisce immediatamente la quota trattenuta, ma nemmeno trattiene un’ulteriore quota per il nuovo pannello installato. In mancanza della corretta osservanza del procedimento appena descritto, invece, il GSE provvede a trattenere un’ulteriore quota relativa al nuovo pannello.

Pannelli professionali

Nel caso di dismissione dei pannelli fotovoltaici professionali, cioè provenienti da impianti di potenza uguale o superiore a 10 kW, il rifiuto deve essere conferito, per il tramite di soggetti autorizzati, ad un impianto di trattamento abilitato che sia iscritto al Centro di Coordinamento RAEE (l’elenco dei centri autorizzati è consultabile a questo indirizzo).

Per comprendere su chi gravino le spese relative allo smaltimento dei pannelli professionali, occorre fare un’importante distinzione: il finanziamento delle operazioni di smaltimento è a carico del detentore dell’impianto per i pannelli immessi sul mercato antecedentemente alla data del 12 aprile 2014, mentre per gli altri pannelli è a carico del produttore.

Anche nel caso dei pannelli professionali, è necessario presentare al GSE la documentazione attestante l’avvenuto smaltimento, facendo previamente firmare la “Dichiarazione di avvenuta consegna” al soggetto che prende in carico il rifiuto fotovoltaico.

La dichiarazione di avvenuta consegna, debitamente firmata, va inoltrata entro 6 mesi dallo smaltimento al GSE, corredata di una copia del formulario di identificazione dei rifiuti (FIR) e del certificato di avvenuto trattamento o recupero, che viene rilasciato dal responsabile dell’impianto di trattamento. Una volta verificata la correttezza della procedura osservata, il GSE provvede a restituire la quota trattenuta.

Nel caso in cui lo smaltimento del pannello professionale sia dovuto a sostituzione dello stesso con un nuovo pannello (e non a dismissione), la procedura da seguire è analoga, ma tra la documentazione da inviare al GSE figura anche una copia dello schedario di carico e scarico rilasciato dall’installatore o dal distributore. Una volta inseriti i dati relativi al nuovo pannello sul Portale Informatico del GSE, quest’ultimo (diversamente da quanto accade nella sostituzione di pannelli domestici, descritta più sopra) provvederà a restituire la quota trattenuta relativa al rifiuto smaltito e tratterrà la quota per ogni nuovo pannello installato.

L’importo trattenuto sugli incentivi

Infine, va precisato che la quota trattenuta dal GSE sugli incentivi relativamente allo smaltimento dei pannelli domestici è pari a 12 € a pannello e viene trattenuta una tantum, sulla prima erogazione del quindicesimo anno di incentivazione.

Per i pannelli professionali, la quota trattenuta è pari a 10 € a pannello e viene trattenuta a partire dall’undicesimo anno di incentivazione.

 

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